Visualizzazione post con etichetta Roberto Di Molfetta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roberto Di Molfetta. Mostra tutti i post

domenica 3 giugno 2012

Intervista sul marciapiede di via De Matthaeis a Frosinone

Sono stato intervista dall’emittente locale Extra TV a proposito del degrado del marciapiede di via De Matthaeis, parallela della centralissima via Aldo Moro. Ecco il mio video con l’intervista integrale:

domenica 10 luglio 2011

Il paradigma errato della comunicazione su Berlusconi

Ho un'opinione su ciò che costituisce il modo con cui gli italiani trattano la comunicazione riguardante Silvio Berlusconi che è molto personale, e non tutti potrebbero essere d'accordo. E' derivante da una sensazione, dovuta a ore passate ad informarmi sull'arcorese premier.

In una forma di trattamento delle informazioni non viziata, dovrebbero essere i fatti che riguardano Berlusconi ad essere considerati centrali, e solo dopo le sue dichiarazioni, il suo punto di vista. Dovrebbe essere importante soprattutto una condanna di Berlusconi per il Lodo Mondadori, e non la personale opinione del Presidente del Consiglio, pur cosa di rilievo, a far riflettere le persone sul ruolo politico e sociale del Silvio nazionale.
Io noto invece che al centro dei commenti, degli articoli, della considerazione di tutti ci sono proprio le notizie di come Berlusconi tratta i proprio fatti, i propri interessi.

Se ci pensate bene, quando saranno passati 40-50 anni, e Berlusconi sarà probabilmente trapassato, ciò che conterà non sarà la sua personale opinione sul processo Mills, sul Lodo Mondadori, non saranno le sue dichiarazioni sui fatti, ma i fatti stessi e la loro incidenza sulla vita della nostra nazione ad essere determinanti per far avere opinioni, per informare la gente del nostro futuro sulla vita degli italiani a cavallo dei due millenni.

Perciò trovo assurdo che sia centrale un'opinione pur da protagonista per decidere se c'è stata corruzione, se una manovra finanziaria sia ottimale per i problemi d'Italia. Non si dovrebbe solo considerare come il Silvio nazionale considera accuse e critiche, lodi e elettori, ma vedere cosa effettivamente bolle in pentola. Per usare una metafora, non si chiede al cuoco se il cibo è buono, ma lo si assaggia, lo si offre a persone di nostra fiducia, lo si valuta per quello che è.

Ripeto: non tutti saranno d'accordo con me, magari un giornale vende e venderà di più con la polemica tra Berlusconi e i magistrati, tra Bersani e Ghedini, ma penso che gli italiani dovrebbero aprire maggiormente gli occhi e cominciare a scrollarsi di dosso l'assolutà centralità delle parole di Silvio Berlusconi, come se parlasse dal balcone di piazza Venezia, per tornare a giudicare la Storia come un insieme legato di fatti, che tutti riguardano e tutti contribuiscono a realizzare, ognuno per il proprio peso e con le proprie colpe e meriti.