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martedì 7 febbraio 2012

L'accusa politica più disprezzabile

La cosa che più disprezzo in politica è il principio secondo il quale si è disonesti in base alla propria ideologia di appartenenza. Rubi, perché sei di destra... sei un coglione perché sei di sinistra... sono accuse che sembrano provenire da decerebrati. La Storia ha già dimostrato che assassini e ladri sono arrivati da tutti gli schieramenti. Accetto l'idea che gli estremisti, rossi e neri, in quanto tali sono maggiormente disposti, per metodo, all'uso della violenza per affermare il loro sistema di governo, ma qui finisce.

sabato 29 ottobre 2011

Storia del sito "Appunti di Scienze Sociali"


L'idea iniziale, che è alla base della nascita di queste pagine, è quella semplicissima di pubblicare qualche appunto di sociologia scritto da me. Inizialmente tutto il materiale presente quindi, non c'era, vi erano solo quattro o cinque pagine di appunti personali dove l'autore aveva voluto dire la propria sulle scienze sociali. Dopo i primi giorni, però, dato che oramai un sito era nato, non mi andava di lasciarlo così vuoto, anche se l'esiguità dei contenuti si giustificava con il fatto che questi erano del tutto originali. Allora ho cominciato con il creare altre pagine interne, a cominciare dagli studiosi che preferivo nelle scienze sociali. Preferivo dal punto di vista strettamente scientifico, i miei 'eroi' del pensiero. Il tutto era ospitato da un server americano che offriva spazio gratuito, ma che ahimé non avevo scelto bene perché offriva molto poco spazio in termini di bytes e non permetteva il caricamento dei files da aggiornare via FTP, il questo significa che il tutto già partiva male dal punto di vista tecnico. In più vi erano 'tonnellate' di pubblicità nelle pagine, automaticamente inserite dai programmatori del server che mi ospitava.

Con il tempo ho deciso di prendere un dominio di secondo livello, un .it, perché potessi avere servizi tecnici di maggior livello, dato che tutto il progetto cominciava ad avere un certo successo di pubblico e interesse. Si era passati da pochi appunti personali, ad un compendio sulle scienze sociali in miniatura, con le pagine degli studiosi, adesso molte, quelle sulle discipline viste in senso generale, e gli appunti di altri autori in ambito disciplinare. In più ad arricchire anche video e documenti come gli estratti dai 'documenti terribili' Mondadori.
Grazie alla mia dimestichezza con la tecnologia, non esagerata ma sempre presente nei miei anni sul Web, ho anche inserito strumenti utili come la ricerca personalizzata Google, che ho visto nelle statistiche essere utilizzata, spero proficuamente.
Una cosa di cui sono orgoglioso, è che nelle pagine del sito dove le fonti sono molteplici, quelle meglio riuscite, i testi non si limitano ad essere dei copia ed incolla da fonti autorevoli, ma sono delle rielaborazioni dei documenti originali, dove i testi di origine vengono integrati, rivisti, anche corretti.
In alcuni casi, il materiale originale era in lingua inglese, quindi l'introduzione degli appunti nel sito ha valore di traduzione di spunti di altre nazioni. Per questo mi sono aiutato con il traduttore di Google, anche se ovviamente la scelta dei termini utilizzati è stata vagliata da me personalmente, dato che la fiducia in un strumento automatico dovrebbe essere giustamente parziale.
Qualcuno ha criticato la scelta di dare molto spazio alle biografie per certi autori, come J.M. Keynes, ma se l'ho fatto è stato per dare umanità e un pò di colore a pagine strettamente scientifiche.

Dai servizi di statistica il sito risulta avere oltre 6000 visitatori al mese, e molti salvano pagine del sito sul loro hard disk. In più, c'è l'evidenza che diverse persone prendono in considerazione il sito per la loro tesi di laurea. Qualcuno si collega da sedi universitarie, e addirittura è parte del personale docente. Una bella soddisfazione per l'autore: significa che 'appunti di scienze sociali ed altro' è una realtà di rilievo nel Web, soprattutto per i contenuti scientifici.
Il nome stesso è frutto però di equivoco: qui non trovate appunti presi da studenti durante le lezioni, o generici appunti su autori e discipline. Il nome appunti deriva originariamente dal fatto che il sito era nato, come ho già scritto, per essere una vetrina ai minisaggi del suo autore. Ingrandendosi ha conservato il nome, comunque attinente. Perciò il sito si distingue, cum grano salis dell'autore, dalle decine di altri siti che riempiono di appunti presi da altri: qui il materiale è filtrato e spesso rivisto e corretto dal suo autore, e costituisce per questo solo fatto opera diversa da un sito qualsiasi di appunti.
Lieto della vostra pazienza nel leggere queste righe, vi invito a cercare e leggere i temi che più vi stanno a cuore occupandovi di sociologia e scienze sociali.
Io personalmente sono uno studente vicino alla laurea in comunicazione, facoltà scelta principalmente per motivi professionali, ma il mio cuore 'scientifico' è in debito di riconoscenza alle scienze sociali tutte, principalmente la sociologia, per consentirmi di vedere la realtà con occhi più attenti, con una visione più approfondita, basandomi su una realtà meglio conosciuta.


domenica 10 luglio 2011

Il paradigma errato della comunicazione su Berlusconi

Ho un'opinione su ciò che costituisce il modo con cui gli italiani trattano la comunicazione riguardante Silvio Berlusconi che è molto personale, e non tutti potrebbero essere d'accordo. E' derivante da una sensazione, dovuta a ore passate ad informarmi sull'arcorese premier.

In una forma di trattamento delle informazioni non viziata, dovrebbero essere i fatti che riguardano Berlusconi ad essere considerati centrali, e solo dopo le sue dichiarazioni, il suo punto di vista. Dovrebbe essere importante soprattutto una condanna di Berlusconi per il Lodo Mondadori, e non la personale opinione del Presidente del Consiglio, pur cosa di rilievo, a far riflettere le persone sul ruolo politico e sociale del Silvio nazionale.
Io noto invece che al centro dei commenti, degli articoli, della considerazione di tutti ci sono proprio le notizie di come Berlusconi tratta i proprio fatti, i propri interessi.

Se ci pensate bene, quando saranno passati 40-50 anni, e Berlusconi sarà probabilmente trapassato, ciò che conterà non sarà la sua personale opinione sul processo Mills, sul Lodo Mondadori, non saranno le sue dichiarazioni sui fatti, ma i fatti stessi e la loro incidenza sulla vita della nostra nazione ad essere determinanti per far avere opinioni, per informare la gente del nostro futuro sulla vita degli italiani a cavallo dei due millenni.

Perciò trovo assurdo che sia centrale un'opinione pur da protagonista per decidere se c'è stata corruzione, se una manovra finanziaria sia ottimale per i problemi d'Italia. Non si dovrebbe solo considerare come il Silvio nazionale considera accuse e critiche, lodi e elettori, ma vedere cosa effettivamente bolle in pentola. Per usare una metafora, non si chiede al cuoco se il cibo è buono, ma lo si assaggia, lo si offre a persone di nostra fiducia, lo si valuta per quello che è.

Ripeto: non tutti saranno d'accordo con me, magari un giornale vende e venderà di più con la polemica tra Berlusconi e i magistrati, tra Bersani e Ghedini, ma penso che gli italiani dovrebbero aprire maggiormente gli occhi e cominciare a scrollarsi di dosso l'assolutà centralità delle parole di Silvio Berlusconi, come se parlasse dal balcone di piazza Venezia, per tornare a giudicare la Storia come un insieme legato di fatti, che tutti riguardano e tutti contribuiscono a realizzare, ognuno per il proprio peso e con le proprie colpe e meriti.