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giovedì 29 novembre 2012

I programmi politici e la mediocrità della democrazia

Quando il popolo vota un programma politico, e come se mettessimo in mano l'arte del buongoverno ad una massa composta in massa da incompetenti, che giudicano senza sapere spesso nulla di come è fatta l'amministrazione. La casalinga di Voghera che vota il programma di Renzi, cosa sa delle scienze delle finanze, di protezione civile, di dissesto idro-geologico, di rapporti Stato-Chiesa in base alla storia millenaria di Italia, di urbanistica ?

Secondo me, le cose vanno male per questo. Perché alla fine si manda al potere uno per ideologie vecchie di secoli, ma quando lo si valuta per i programmi non sappiamo come agiranno quei programmi sulla vita della nazione, dall'economia alla sicurezza, dall'istruzione al lavoro.

Siamo dei malati che prescrivono farmaci per i medici !

martedì 7 febbraio 2012

L'accusa politica più disprezzabile

La cosa che più disprezzo in politica è il principio secondo il quale si è disonesti in base alla propria ideologia di appartenenza. Rubi, perché sei di destra... sei un coglione perché sei di sinistra... sono accuse che sembrano provenire da decerebrati. La Storia ha già dimostrato che assassini e ladri sono arrivati da tutti gli schieramenti. Accetto l'idea che gli estremisti, rossi e neri, in quanto tali sono maggiormente disposti, per metodo, all'uso della violenza per affermare il loro sistema di governo, ma qui finisce.

martedì 3 gennaio 2012

Appiattimento sul denaro

Ormai in politica il discorso è soltanto economico. I valori ci sono, ma non vengono più discussi, l'appiattimento sul denaro conseguente è che tra non molti anni si faranno cose immorali pensando solo a risparmiare. Già sta accadendo mandando in pensione le persone ad una età assurda... la filosofia morale è roba oramai per accademici ed intellettuali maggiordomi...

sabato 12 novembre 2011

Controcorrente contro i politici

Io sono controcorrente: non ce l'ho con i politici per i loro privilegi personali, per i loro stipendi da favola, ma per il loro amministrare il Paese da incubo.

giovedì 14 ottobre 2010

Le nostre conquiste odierne

Siamo arrivati in un'epoca dove concettualmente tutti i traguardi sono stati raggiunti: a livello di pensiero siamo in democrazia, si difendono i più deboli, i diritti dei lavoratori sono sacrosanti, vige l'elogio della non-violenza.
Eppure ci rendiamo conto, in questo terzo millennio, che non bastava lottare contro i dittatori, i monarchi, la superstizione, l'ignoranza, la mancanza di scienza, di igiene, per avere una vita facile, rose e fiori.

Il Paradiso non è stato raggiunto nell'epoca moderna grazie alla stesura di Costituzioni, leggi, carte che ci dicono il bene. La realtà è che ogni giorno dobbiamo lottare per tutto, come se non avessimo conquistato nulla in millenni di civiltà raggiunta sulla carta.

Democrazia: tante teste, tante opinioni, difficile trovare un punto fermo. Tutto è messo a dura prova, e già in politica si vede l'asprezza di un presente dove abbiamo raggiunto tutto sulla carte, ma nei fatti siamo persi, quotidianamente.

venerdì 8 ottobre 2010

Il governo dei fatti

Santanché parlava del governo come governo dei fatti e di Anno Zero come luogo delle parole; vorrei ricordare che l'informazione e il governo della Repubblica sono funzioni sociali distinte e complementari, e come fare decreti e amministrare serve a realizzare interessi politici, così discutere, informarsi, fare cultura politica è necessario affinché quegli interessi si formino in maniera seria e consapevole.

mercoledì 15 settembre 2010

L'inganno politico

Discutere non è litigare, dice Chiamparino. Peccato che il meccanismo del continuo alterco, in politica, sia l'escamotage con cui una classe politica perpetua se stessa. La situazione è semplice: ci si divide accuratamente i temi con le rispettive opinioni, si da vita ad un teatrino fatto di insulti e polemiche, e alla fine gli italiani si divideranno anch'essi in base alle ormai logore bandiere di centro, sinistra e destra. Ciò che sfugge ai più è che gli stessi politici sanno benissimo che il popolo si dividerà sempre su queste vecchie basi, e in questa maniera esso sarà terreno di caccia dei politici con facili ed elementari polemicuccie da bar. Quando il tutto verrà fissato da voti reali a reali elezioni, allora tutto potrà, semplicemente, essere smentito dai fatti, accuratamente coperti dalle chiacchiere; i fatti: quei concreti accadimenti che dovrebbero contare da soli quando si giudica un politico, nonostante tutto.